 |
SENZA PAROLE (Clarus, anno IX n.18-2009)|
"Un innamorato vede nella luna il viso della propria innamorata. Un affamato vede nella luna un pezzo di pane"
La fame è diventata tragedia planetaria
Si è concluso a Roma il Vertice della Fao tra gli appelli e i rimproveri di Diouf
Alla fine di questa giornata, quando saremo ancora qui, oltre 17 mila bambini saranno morti di fame. Ne scompare uno ogni cinque secondi. Sei milioni in un anno". Sono le dure parole con cui il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha dato inizio al Vertice mondiale sulla sicurezza alimentare della Fao, che si è svolto a Roma dal 16 al 18 novembre.
Un confronto tra circa sessanta capi di governo e capi di Stato. Assenti i Paesi ricchi (che sarebbero arrivati per primi se il vertice riguardava petrolio e lingotti d’oro o nuovi sistemi di potere, ma questa è un’altra storia). Così la fame nel mondo diventa una tragedia planetaria che solo nel 2009 ha ucciso un miliardo e duecento milioni di persone. Una verità scandalosa, ma che lascia ancora indifferente la maggioranza di quella parte del mondo ricco, responsabile degli immorali squilibri sociali ed economici della terra. Non si può più parlare di dialogo, è ora di passare a misure serie per porre fine alla crisi dell’alimentazione mondiale e alla sofferenza per la fame. L’obiettivo del Millennio di ridurre il numero degli affamati entro il 2015 resta ancora irrealizzato, anzi la crisi economica, che ha sconvolto i paesi a livelli planetario, ha ulteriormente peggiorato la complessa situazione alimentare mondiale. Terminati i lavori dell’Assemblea plenaria, Jacques Diouf, direttore generale della Fao, ha dichiarato "il bicchiere è mezzo vuoto e mezzo pieno". Ha poi aggiunto che quella di Roma è "una tappa importante nella realizzazione del nostro obiettivo comune: un mondo libero dalla fame". E’ necessario rinforzare il coordinamento internazionale e la governance della sicurezza alimentare mettendo in atto una profonda riforma del Comitato per la Sicurezza alimentare (Csa); invertire la tendenza verso una diminuzione dei finanziamenti nazionali e internazionali; promuovere nuovi investimenti per aumentare la produzione e la produttività agricola soprattutto nei Paesi in via di sviluppo. Ma non si possono affrontare tali questioni se non ci sono i leader mondiali. "Se non ci sono i capi di Stato e di governo che possono coordinare gli sforzi - ha sottolineato con rammarico Diouf - se non sono qui a discutere degli aiuti allo sviluppo e delle problematiche ad essi correlati, siamo andati fuori tema e abbiamo ridotto la soluzione al solo livello tecnico", mentre la lotta alla fame "è un problema sociale economico e finanziario e oserei dire culturale". Ha poi aggiunto che "insieme possiamo sradicare la fame dal Pianeta, ma dobbiamo passare dalle parole alle azioni. Dobbiamo farlo per un mondo più prospero, più giusto, più equo e più pacifico. E soprattutto facciamolo rapidamente: i poveri e gli affamati non possono aspettare".
Marianna Pece
FAO. ECCO COS'E'
La Fao (Food and Agriculture Organization, ovvero Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) nasce formalmente a Quebec (Canada) il 16 ottobre 1945 con la partecipazione di 44 Stati, con sede a Washington, con il mandato di combattere la fame e promuovere l’agricoltura. La Fao è una delle tre agenzie Onu per l’alimentazione con sede centrale a Roma dal 1951. Il sostegno e la cooperazione italiana consentono alla Fao di svolgere uno dei suoi ruoli più importanti: essere un punto d’incontro neutrale per tutte le nazioni. Come ogni altro membro, l’Italia versa la sua quota di partecipazione che confluisce nel budget dell’Organizzazione. La somma viene impiegata per il finanziamento del cosiddetto "programma regolare", rivolto principalmente alla raccolta, analisi e diffusione delle informazioni, e alle consulenze politiche ai paesi membri. Ma il governo italiano contribuisce in modo molto più incisivo. E’ uno dei maggiori donatori dei programmi sul campo della FAO. Fin dal 1979, l’Italia ha destinato più di 600 milioni di dollari per progetti a beneficio di oltre 70 paesi.
Delusioni e bocciature senza appello
C'è delusione sui risultati del vertice Fao. Sono molte, infatti, le Organizzazioni non goverrnative che bocciano il summit senza appello.
Per la Oxfam Iternational e la Ucodep (Unità e cooperazione per lo sviluppo dei popoli) "la quasi totale assenza dei leader dei Paesi ricchi ha mandato un messaggio di sfiducia già dall’inizio e il vertice ha raggiunto pochi apprezzabili risultati".
Per Action Aid, "il vertice sulla sicurezza alimentare che si è appena concluso ha buttato via l’occasione di dire basta al problema della fame nel mondo" poiché "non ha compiuto nessun decisivo passo in avanti e i leader del G8 non si sono presi neppure la briga di parteciparvi".
Anche Medici Senza Frontiere sottolinea l’ennesimo fallimento della Fao. "Il vertice - afferma Msf - ha fallito clamorosamente nel proteggere i più vulnerabili: sono stati trascurati i milioni di bambini sotto i cinque anni (tra i 3,5 e i 5 milioni) che ogni anno muoiono a causa della malnutrizione". Un rapporto di Medici Senza Frontiere dimostra – infatti – "che dei miliardi di dollari stanziati dai governi dei Paesi appartenenti all’Ocse, per i programmi di assistenza alimentare e sicurezza alimentare, solamente l’1,7% è destinato a combattere la malnutrizione infantile".
Non è così semplice...
La questione della Fao non è così semplice .
La gran parte dei fondi che la Fao riceve per cercare di risolvere i problemi dei paesi poveri viene spesa per gestire la stessa Fao; la gran parte dei fondi che riescono a raggiungere i governi delle nazioni povere vengono assorbiti da amministrazioni corrotte o malgestite; l’Africa è in gran parte fertile ma le autorità locali non hanno le conoscenze o i mezzi per coltivarla; gli stipendi di soli tre superdirigenti delle "potenti" banche Usa corrispondono a quanto l’intero pianeta devolve come aiuti ai paesi poveri; tra chi chiede più fondi per aiutare i paesi poveri troviamo il leader libico (che ha ospitato 500 hostess alla sua festa, ovviamente a spese del suo paese) e il presidente-dittatore dello Zimbabwe che nonostante abbia ridotto il suo paese alla fame vive nel lusso.
|
 | » L'OMELIA DI S.E.MONS. VALENTINO DI CERBO IN OCCASIONE DEL SUO INGRESSO IN DIOCESI
| » ORDINAZIONE EPISCOPALE MONS.DI CERBO - NOTE UTILI
| » ORDINAZIONE EPISCOPALE DI MONS. VALENTINO DI CERBO E SUO SOLENNE INGRESSO IN DIOCESI
| » MONS. VALENTINO DI CERBO, VESCOVO ELETTO DELLA DIOCESI DI ALIFE-CAIAZZO
| » E' NATALE NEL GREGGE DI DIO (Clarus, anno IX n.20-2009)
| » LA VOCE MUTA DELLE CARCERI (Clarus, anno IX n.19-2009)
| » PROVINCIA, UN NUOVO ASSETTO TERRITORIALE (Clarus, anno IX n.17-2009)
| » MIGRANTI, ECCO CHI SONO (Clarus, anno IX n.16-2009)
| » MISSIONI, IN NOME DELL'AMORE (Clarus, anno IX n.15-2009)
| » TURISMO, UNA RICETTA DA SCRIVERE... (Clarus, anno IX n.14-2009)
| » LA CARITA' NELLA VERITA' (Clarus, anno IX n.13-2009)
| » MONS. PIETRO FARINA, VESCOVO DI CASERTA (Clarus, anno IX n.12 - 2009)
| » Salesiani, un oratorio da vivere (Clarus, anno IX, n.11-2009)
| » DALLA PARTE DEL LATTE BUONO. Le proteste degli allevatori
| » Faccia a faccia tra Fernando Iannelli e Daniele Cirioli, aspiranti sindaci ad Alife (Clarus, anno IX n.9 1-15 maggio)
| » MONSIGNOR FARINA SUCCESSORE DI NOGARO (Clarus, Anno IX n.8 15-30 aprile 2009)
| » Editoriale - DIECI ANNI CON NOI (Clarus, Anno IX n.8 15-30 aprile 2009)
| » TERREMOTO IN ABRUZZO. "GEMELLI" NEI MOMENTI DI GIOIA E DI DOLORE
| » ALIFE: RIECCO L'ANFITEATRO DUEMILA ANNI DOPO
| » Intervista a mons. Pietro Farina nel decennale della sua ordinazione a Vescovo.
| » A San Potito Sannitico il seminario di studi su etica, comunicazione e informazione. GIORNALISMO AL BIVIO: QUANTITA' O QUALITA'?
| » I problemi dell’approvvigionamento idrico in una terra da sempre ricca di acque. QUANDO IL MARETTO FA LE BIZZE...
| » Paolo Janni racconta il suo "Occidente plurale"
| » Una giornata tra barriere architettoniche e difficoltà varie negli uffici pubblici
| » Intervista a Giudo D'Agostino, docente di Storia e Istituzioni del Mezzogiorno d'Italia
| » Legalità e territorio: il rispetto della natura e le sfide di un nuovo messaggio per i giovani
| » Intervista al Capitano Costantino Airoldi, Comandante del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Caserta.
| » INTERVISTA AL DIRIGENTE ALFONSINA NATALE: "Aumenterà il rischio di dispersione nelle zone più svantaggiate"
| » Scuole di montagna: sindaci e presidi si confrontano
| » Solidarietà o sicurezza?
|
« indietro
|
 |
|