Nella sua storia bimillenaria, fatta di persone e umana sofferenza, la Chiesa ha dato tanto all’umanità. Strumento speciale sono state le missioni. Ogni anno la Chiesa richiama l’attenzione sul senso della missionarietà con un messaggio del Santo Padre. Quest’anno Benedetto XVI ha scelto un versetto dell’Apocalisse per spiegare lo scopo profondo che muove i missionari - religiosi, sacerdoti e laici - verso terre difficili e popoli affamati di pane, di amore e di giustizia. “Le nazioni cammineranno alla sua luce”. E’ questo il sacrificio e la gioia dei missionari: accendere luci di speranza!
Il coraggio di andare oltre ogni frontiera
La Chiesa celebra l'ottantatreesima Giornata Missionaria Mondiale
"Le nazioni cammineranno alla sua luce" (Ap 21,24): il tema, è quello richiamato dall’evangelista Giovanni nel Libro dell’Apocalisse e ispirerà l’83ª Giornata Missionaria Mondiale, che quest’anno verrà celebrata domenica 18 ottobre. "La missione della Chiesa è quella di illuminare con la luce del Vangelo tutti i popoli nel loro cammino storico verso Dio, perché in Lui abbiano la loro piena realizzazione ed il loro compimento. È in questa prospettiva che i discepoli di Cristo sparsi in tutto il mondo operano, si affaticano, gemono sotto il peso delle sofferenze e donano la vita. (…) La Chiesa non agisce per estendere il suo potere o affermare il suo dominio, ma per portare a tutti Cristo, salvezza del mondo. Noi non chiediamo altro che di metterci al servizio dell’umanità, specialmente di quella più sofferente ed emarginata, perché crediamo che l’impegno di annunziare il Vangelo agli uomini del nostro tempo è senza alcun dubbio un servizio reso non solo alla comunità cristiana, ma anche a tutta l’umanità, (...) che conosce stupende conquiste, ma sembra avere smarrito il senso delle realtà ultime e della stessa esistenza". Sono le parole di Benedetto XVI nel suo messaggio per la Giornata. La Chiesa è missionaria per vocazione, missionari furono i primi discepoli, missionari sono coloro che oggi si mettono al servizio dell’umanità, specialmente di quella più sofferente ed emarginata. Contagio è la parola chiave! "Per questo Cristo chiama, giustifica, santifica e invia i suoi discepoli ad annunciare il Regno di Dio, perché tutte le nazioni diventino Popolo di Dio". La parola "missione"reca un significato intenso e ben preciso: l’inviare o l’essere inviato presso qualcuno per assolvere un compito o svolgere un incarico importante, pericoloso, segreto, delicato. Compito svolto con spirito di sacrificio e dedizione. Varcare le frontiere, mettere da parte il proprio "io" per andare incontro al prossimo lontano è ciò che fanno i missionari e le missionarie "dispersi" in vari angoli del mondo. Per continuare la missione della Chiesa è necessario rinnovare l’impegno di annunciare il Vangelo, che è fermento di libertà e di progresso, di fraternità, di unità e di pace. Il Papa afferma che "è in questione la salvezza eterna delle persone, il fine e compimento stesso della storia umana e dell’universo". Ai missionari è affidato un ruolo difficile e straordinario, poiché nell’educare e nell’annunciare le parole di Gesù, come la speranza, l’uguaglianza tra gli uomini e l’amore, annunciano la libertà di ogni uomo. E nella libertà si nasconde il seme per la realizzazione di un mondo giusto. Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta e costruttore della pace in tutti gli scenari di guerra, diceva: "Sii un uomo liberato. Non solo un uomo libero, che dà il tempo libero agli altri. Sii un liberatore, che libera gli altri dalle angosce!" Sta tutto qui il significato della missione!
Marianna Pece
"Noi missionari fortificati dalla vostra preghiera"
Carissimi, dopo un anno e più dalla mia partenza dalla cara diocesi di Alife-Caiazzo, che ben per quattro anni ho servito, sento il bisogno di raccontarvi un po’ della nostra missione che a dire il vero è così intensa… Proverò a raccontare. Mi trovo in Cameroun, che certamente avrete visto alla televisione anche durante la visita del Papa di qualche mese fa. Siamo, e dico "siamo", perchè con me operano più di dieci suore suddivise in tre comunità. Varie sono le attività in cui siamo impegnate: prima di tutto, il grande desiderio di portare i giovani a Cristo che è la missione particolare del nostro Istituto "Maestre Pie Venerini".
Siamo impegnate poi nelle scuole di formazione per le giovani, nei lebbrosari, nei villaggi, dove puntualmente incontriamo tanti problemi morali, religiosi e sopratutto economici. Pensate che nella scuola dove la nostra comunità di Yaounde lavora con diverse giovani, i bambini che sono circa duecento, non possono tutti avere la divisa o i libri. Non posso raccontarvi come i genitori combattano per aiutare i loro bambini a frequentare. Noi viviamo nella capitale, ma le belle strade asfaltate e curate le si trova solo in centro: appena si gira l’angolo e ci si addentra nei quartieri più poveri, quelli che visitiamo periodicamente, quante difficoltà! Ma sentite un po’… Il popolo africano ha una bella virtù: ama e spera, non gli manca mai il sorriso, la danza. Che dire della nostra parrocchia di 300. 000 abitanti dove la chiesa, ogni giorno ma soprattutto la domenica, trabocca sopratutto di giovani? Se Dio vuole inizieremo un cammino con loro nell’ascolto dei diversi problemi e sopratutto nella crescita della loro fede perché possano vivere da veri cristiani. Ci stiamo occupando anche della formazione di sei novizie e di altre cinque giovani alla scoperta della loro vocazione: è bello scoprire un’Africa giovane, ma certo bisognosa di guide, è bello guardare al futuro in questo modo…
Ma a volte mi chiedo dove trovare le soluzioni ai tanti problemi che incontriamo ogni giorno. Una cosa è certa: Colui che ci ha scelte ed inviate a questa missione di educazione ed evangelizzazione ci donerà forza, luce e tanto amore per continuare la Sua missione. Chiedo preghiere per un gruppo di cinquanta bambini orfani che lottano ogni giorno, per i tanti carcerati che visitando mi hanno chiesto di pregare per loro e le loro famiglie, per le coppie di sposi che malgrado tutto vogliono unirsi in matrimonio. Chiedo tutto ciò. Non potremo fare nulla senza il vostro sostegno, perciò quando anche voi siete nella difficoltà, volgete un pensiero anche a noi. Sappiate che i passi dei missionari sono fortificati dalla vostra preghiera.
Vi abbraccio tutti e vi porto nel cuore della nostra missione.
Con affetto, suor Marina
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