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TURISMO, UNA RICETTA DA SCRIVERE... (Clarus, anno IX n.14-2009)
Senza un talent-scout, anche per la reginetta più bella, passerelle e palcoscenico, rimarrebbero soltanto un agognato sogno. Ci viene da pensare così quando con l’auto si attraversa la città di Caserta, i raggi del tramonto illuminano le maestose mura della Reggia vanvitelliana rendendole rosa splendente. E poi ancora quando si passeggia tra i vicoli di Casertavecchia, o tra i borghi dei paesini dell’Alto Casertano. Anche la natura è generosa in Terra di Lavoro e i sapori raccontano la sapienza di mani sagge. Ci sono tutte le premesse per un turismo concreto, ma bisogna avere cura di ogni particolare. Dalle fiabesche stanze della Reggia alle cime innevate del Matese. Terra di Lavoro aspetta solo il suo pigmalione!
Viaggiare per conoscere e aprirsi agli altri
La XXX Giornata Mondiale del Turismo e le proposte della Chiesa Italiana
Non solo città d’arte e spiagge incontaminate, catene d’alberghi lussuosi o villaggi vacanze; non solo un mercatino dell’usato in un caratteristico centro storico; non solo mostre espositive in lussuose dimore, tour operator o passeggiate all’aperto nelle riserve protette di un importante parco sahariano o dolomitico che sia. Il turismo non è solo questo. Ma molto di più. Nessuno penserebbe che nascosto dal mercato turistico e dagli spot delle grandi compagnie da crociere, si celi silenzioso uno straordinario messaggio di pace.
Da trenta anni l’Organizzazione Mondiale del Turismo (Omt) promuove il 27 settembre di ogni hanno la Giornata Mondiale del Turismo. Sono 138 le nazioni che fanno parte dell’Omt, l’ente intergovernativo che funge da forum mondiale per le politiche del turismo. Un’organizzazione tesa ad incentivare e sviluppare il turismo quale strumento importante per la promozione della pace e della comprensione internazionale, dello sviluppo economico e del commercio internazionale.
La Chiesa, da sempre ha fatto eco alle proposte dell’Omt con messaggi e iniziative: Giovanni Paolo II, il Pontificio consiglio dei migranti e degli itineranti, la Pastorale del tempo libero, turismo e sport, hanno promosso in ogni modo il sano turismo, quello fondato sul rispetto e sull’incontro di culture e popoli diversi tra loro.
Quest’anno, il tema scelto dall’Organizzazione per la XXX festa è "Il turismo, celebrazione della diversità". Un tema moderno, la diversità, che fa discutere e scontrare, che genera guerre e insieme promuove il dialogo. La diversità, come ricorda Benedetto XVI, è un dato positivo, non un pericolo o una minaccia, ma "un arricchimento". L’esperienza del diverso è insita nella natura umana: lo sviluppo di ogni uomo procede per tappe, diverse tra loro, e porta nel tempo a distinguerlo sempre più da ciò che lo circonda, a renderlo così "unico". La globalizzazione e la sua politica degenerativa dell’omologazione se ha avvicinato culture e popoli ha con la stessa velocità acuito incomprensioni, giudizi e malintesi tra "diversi". L’invito della Chiesa, nelle parole dei Mons.Vegliò e Marchetto è l’impegno a "trasformare discriminazione e intolleranza in comprensione e mutuo rispetto percorrendo le strade del rispetto, dell’educazione e del dialogo aperto, costruttivo e vincolante".
Una formula chiara e quanto mai precisa.
Attraverso il turismo, mondi culturali distanti si confrontano più facilmente sui propri sistemi politici-economici e sulle contraddizioni del mondo come il problema dell’immigrazione, del fondamentalismo e dell’integralismo, dei rischi ambientali: una vera e propria provocazione alla responsabilità e alla solidarietà.
Ecco la positività del turismo: una scuola di vita e di relazioni, dove viaggiando si impara a conoscere il mondo, a trasmettere tradizioni ed esperienze. Esso diventa così un percorso di avvicinamento all’altro. La diversità diventa ricchezza e sinonimo di identità, pertanto diritto umano da difendere. Un turismo di qualità: ecco la differenza tra questo criterio di turismo e quello più consumisticamente offerto ai viaggiatori di questo tempo.
E la qualità, non sono i tour operator a farla, ma gli uomini.
Grazia Biasi
"Creare sinergia tra le istituzioni"
La ricetta di Confindustria
Rosa Boccardi, general manager degli hotel dell’omonomo gruppo, è la nuova presidente della Sezione Turismo di Confindustria Caserta per il biennio 2009-2011.
Che momento vive il turismo casertano?
Stiamo subendo ancora oggi le ripercussioni di fatti accaduti in Provincia un paio di anni fa. Se facciamo un raffronto tra quelli che sono i flussi turistici, prendendo come riferimento la Reggia, scopriamo che dal 2007 ad oggi c’è stato un forte calo di presenze, anche se tra il 2007 e il 2009 si assiste ad una ripresa. E’ come se ci fosse stata maggiore curiosità verso il nostro territorio, anche da parte delle famiglie. Gli albergatori lamentano un turismo "che va e viene". Il trend generale, da questo punto di vista, è stato negativo.
Quali le strategie per questo settore che fa fatica a decollare?
La strategia è un progetto a lungo termine, le politiche da attuare richiedono una base di servizi e di possibilità di offerta che attualmente non ci sono, a causa dei tagli finanziari. La Regione ci ha dato la possibilità di usufruire di un city sighting in forma mini, un minibus che fa fare il giro della città, per visitare i siti di maggiore interesse.
Il turista quanto risente di questa precarietà?
La percezione non è sicuramente delle più positive in questo momento!
In questi anni quanto hanno influito l’inadeguatezza dei servizi turistici?
Ha influito tanto! Ora, però, alcuni professionisti del settore stanno lavorando a progetti importanti, creando nuove sinergie. Ma alla base di tutto è necessaria l’interazione tra le istituzioni.Il 27 settembre è la giornata mondiale del turismo. La Chiesa invita ad un turismo dal volto umano: il nostro territorio è ricco di luoghi alternativi, dalla costa alla montagna.
Esiste un piano che promuova questa diversità?
Caserta, Capua e molti altri centri della provincia sono ricchi di tesori d’arte spesso chiusi e quindi inaccessibili. Bisogna assolutamente colmare questo gap per ripartire.Caserta è una città aperta alla diversità, vista la massiccia presenza di immigrati.
Questi ultimi sono davvero considerati una risorsa?
Al momento assistiamo ad un calo crescente dell’affluenza turistica straniera. Il discorso è sempre lo stesso: bisogna investire in servizi e promozione del territorio, soprattutto in campo internazionale.
Quindi è fondamentale la politica del marketing...
Il marketing sempre l’anello mancante. Ecco perché è urgente riconsiderare l’intera offerta turistica di Caserta e della sua provincia, per attrarre investimenti e dare spazio a nuove idee e creatività. Le istituzioni possono e devono fare molto: il territorio è lo scenario ideale per il turismo gastronomico, religioso, congressuale, perché abbiamo una posizione geografica che ce lo permette. E’ giunto soltanto il momento di rimboccarsi le maniche.
Marianna Pece
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