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MONS. PIETRO FARINA, VESCOVO DI CASERTA (Clarus, anno IX n.12 - 2009)

Attesa. Non è la veglia di Natale, né la notte del sabato santo, ma il momento storico che la Chiesa di Terra di Lavoro vive in questi giorni. Attesa per quello che accadrà ora che monsignor Pietro Farina è il vescovo del capoluogo di provincia casertano. E con un nuovo Pastore, la chiesa attende i cambiamenti, cerca nuove conferme. Questa nuova tappa del presule Farina è il segno che la Chiesa cammina con l’uomo, che non è statica e antiquata, ma dinamica, coraggiosa e attenta. Mai come adesso, si avverte in queste due diocesi quell’universalità di valori e sentimenti che è la caratteristica portante della fede cristiana. E’ questo l’evento straordinario che sta vivendo la nostra Terra: la Chiesa di Dio e i suoi ministri scrivono un nuovo capitolo. E stavolta si comincia dagli ultimi, esattamente da dove iniziò Cristo che fece di un pescatore la pietra angolare della sua Chiesa.

Caserta accoglie il suo nuovo Vescovo

di Luigi Ferraiuolo

Partire dagli ultimi per incontrare Caserta e la sua Diocesi. E’ la missione che si è imposto monsignor Pietro Farina, nuovo vescovo di Caserta, nominato dal Papa in sostituzione di monsignor Raffaele Nogaro, che lascia per raggiunti limiti di età, a partire fin dal suo ingresso in Diocesi. Una missione che continua il solco tracciato finora da monsignor Nogaro che in vent’anni di guida della Diocesi di Caserta ha sempre messo gli ultimi al primo posto. Sarà infatti con gli infermi, i malati, il suo primo incontro in cattedrale a Caserta. Un modo per sottolineare che il Popolo di Dio è fatto di mondi diversissimi e che il Cristo per primo ha incontrato i più deboli, i più umili. Una missione che ha sottolineato e condiviso anche il sindaco di Caserta, capoluogo di Terra di Lavoro, Nicodemo Petteruti. "Concordiamo entrambi sulla necessità di promuovere – ha scritto Petteruti a Farina nel messaggio che leggerà domenica 5 e che in parte anticipiamo - un ruolo guida della città di Caserta nell’ambito di una provincia così complessa e variegata, dove esistono tanti problemi ma anche tante potenzialità che devono essere sfruttate appieno". Monsignor Farina arriverà a Caserta domenica 5 luglio alle 17.30 in cattedrale. Nel duomo della città incontrerà i malati e i più deboli. All’ingresso in duomo verrà ricevuto dal parroco vicario generale, monsignor Antonio Pasquariello che gli presenterà per il bacio la santa Croce. Subito dopo monsignor Farina si raccoglierà in contemplazione per un momento di adorazione del santissimo Sacramento all’interno del duomo. All’interno della cattedrale di Caserta il nuovo vescovo riceverà anche il saluto del parroco della "sua" cattedrale e prenderà possesso canonico della Diocesi davanti al collegio dei Consultori mediante la lettura della bolla papale. Concluso l’ingresso canonico in cattedrale il nuovo vescovo si fermerà di nuovo a colloquio con i malati. Al termine della cerimonia del possesso canonico della Diocesi il nuovo vescovo si recherà alla Reggia di Caserta dove nel piazzale delle Bandiere della Scuola sottufficiali dell’Aeronautica è prevista, alle 19.30, la solenne messa corale con tutti i sacerdoti della Diocesi e con monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito del capoluogo, che a monsignor Farina consegnerà idealmente la Diocesi di Caserta. Alla santa messa saranno presenti anche tutti i vescovi della provincia di Caserta e il cardinale arcivescovo metropolita di Napoli monsignor Crescenzio Sepe. A monsignor Farina il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti consegnerà prima della santa messa le chiavi della città con l’iscrizione della data dell’ingresso in città e della Civitas casertana, simbolo della identità dei casertani. E l’identità di casertani che la Diocesi tramanda è anche il motivo per cui la santa messa corale si terrà nella Reggia, nel piazzale delle Bandiere della Scuola sottufficiali. Infatti con la cattedrale di Caserta e quella medievale di Casertavecchia, la Reggia è il simbolo della città capoluogo di Terra di Lavoro e anche la sua anima. E il nuovo vescovo intende ripartire da qui, dalla nostra anima.

Un tempo di novità e speranza per Terra di Lavoro

Due Chiese in cammino, in realtà una sola, quella di Caserta, quella di Alife-Caiazzo, ma nel contempo, l’intera Chiesa di Terra di Lavoro oggi si interroga sulle nuove sfide dell’evangelizzazione, in aree in cui il degrado umano generato da una criminalità imperante ha raggiunto livelli preoccupanti, mortificanti e laceranti. La città capoluogo di questa provincia conflittuale, diversa, potremmo dire multiculturale, per i diversi destini che ne hanno caratterizzato la storia, a seconda delle peculiarità geografiche, sociali ed economiche, avrà un nuovo pastore: monsignor Pietro Farina succede a monsignor Raffaele Nogaro. Due personalità forti e al tempo stesso diverse, in tanto, forse in tutto, ma entrambe concordi nell’autorevolezza da conferire alla Chiesa in quanto Istituzione, così come alla Chiesa in quanto comunità spirituale. Incessante l’azione di Nogaro a sostegno dei deboli, degli emarginati e degli ultimi: la sua voce come baluardo estremo, le sue parole a sostegno di quella netta linea di confine da non superare mai, ogni volta che la storia di questa bistrattata provincia ha richiesto, appunto, una "difesa ultima", una "parola ultima", specie nelle zone nevralgiche del territorio, il dimenticatoio dove giace l’umanità smarrita, disorientata, senza riferimenti. Farina, uomo della mediazione: incessante la sua azione in favore del dialogo fra le istituzioni, interlocutore credibile, presenza rassicurante in ogni sfida importante perché foriera di cambiamento, di novità. Farina uomo delle possibilità, fautore di quelle piccole grandi innovazioni nel quotidiano, studiate per valorizzare la vocazione di ognuno, per aprire varchi a nuovi percorsi, certamente non assoluti, perché assoluta è solo la grandezza di Dio, ma in grado di mettere in relazione e in discussione, in grado di sperimentare le strade di miglioramento sociale, culturale, spirituale delle comunità, raccogliendo lungo il cammino il piccolo, modesto, contributo di chiunque abbia voglia di suggerire. Le Istituzioni non si reggono sul nulla, ma sulle spalle dell’uomo che le amministra: un uomo dissoluto e corrotto, lascerà una istituzione dissoluta e corrotta; un uomo attento e consapevole lascerà una istituzione altrettanto attenta e consapevole. Farina e Nogaro lasciano, appunto, attenzione e consapevolezza, in Caserta e in Alife-Caiazzo: è quanto oggi la gente chiede, alla Chiesa come allo Stato. Ed ecco, allora, che tutta la Chiesa di Terra di lavoro, oggi, sulla scia di questo passaggio di consegne alla Diocesi di Caserta, può accingersi realmente a vivere un momento di novità e di speranza.

Gianfrancesco D'Andrea



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