Era il 1954 quando arrivarono i Salesiani a Piedimonte Matese: dopo una lunga storia scritta da giovani che hanno studiato, giocato, pregato e vissuto tra le mura salesiane, e un passato più recente fatto di attese e timori per una eventuale definitiva chiusura, la città tira un sospiro di sollievo: la memoria non sarà cancellata. Il Comune matesino si è impegnato a rilevare l’intera struttura. Per anni, generazione dopo generazione, in quei cortili e in quelle aule salesiani cooperatori e ragazzi hanno intrecciato le loro esistenze, costruendo la propria vita attraverso la spiritualità di don Bosco. Andare "giù ai Salesiani" significava ritrovarsi e sentirsi ritrovati. Ed un genitore sapeva dove e con chi era il figlio... L’oratorio non ha mai messo il lucchetto alla porta d’ingresso, segno che il carisma salesiano è davvero forte. Ora però giunge il tempo di una svolta, di una missione rinvigorita.
PIEDIMONTE MATESE. Il Comune chiederà un mutuo per rilevare l’Istituto salesiano
Don Bosco, l’entusiasmo che non si spegne
Il consiglio comunale di Piedimonte Matese ha deliberato in favore dell’accensione di un mutuo per rilevare tutte le strutture facenti parte dell’Istituto salesiano che per circa sessant’anni ha impresso, attraverso l’azione educativa di sacerdoti e cooperatori, un segno tangibile nel percorso di formazione socioculturale di generazioni di ragazzi. Si chiude, in questo modo, una vicenda che ha scandito aspramente i toni del dibattito politico cittadino, in realtà tutt’altro che sopiti, a seguito della denuncia presentata dalla minoranza consiliare per alcune omissioni procedurali di preparazione della delibera di consiglio comunale. Appare decisamente più chiara e lineare, però, la posizione assunta dalla stessa amministrazione comunale, guidata dal sindaco Vincenzo Cappello, in relazione al futuro dell’opera salesiana e all’utilizzo degli impianti e delle strutture che continuano a rappresentare il fiore all’occhiello per la città di Piedimonte Matese. Dopo una marea di polemiche e di attriti fra maggioranza ed opposizione circa possibili speculazioni economiche, la certezza che, una volta approvato il mutuo, tutte le strutture della casa salesiana possano passare in mano pubblica rende senz’altro più trasparente la situazione. Certo, occorrerà affrontare i nodi legati alla gestione, alla manutenzione e a tutta una serie di problematiche connesse soprattutto ai costi che una struttura del genere sicuramente comporta, ma la vicenda che si trascinava in avanti da diversi mesi rischiava di archiviare i sessant’anni di presenza salesiana in città in maniera mortificante per i toni ed il livello delle polemiche. L’entità del mutuo è notevole: 1.500.000 euro, da corrispondere per il ristoro delle nuove opere realizzate in sessant’anni dall’Ispettoria salesiana e per tutte le migliorie apportate sui suoli di proprietà comunale. Una cifra tutto sommato abbordabile rispetto alle previsioni iniziali, che toccavano addirittura i due milioni di euro richiesti al Comune per rilevare tutti gli impianti, i fabbricati, le aree destinate allo sport, il teatro e i terreni annessi. Non verrà meno la finalità culturale, educativa, socioassistenziale che ha contraddistinto la lunga permanenza salesiana a Piedimonte Matese: resterà attivo il nutrito gruppo di cooperatori, ci sarà in ogni caso un sacerdote a guidare e coordinare le attività di formazione legate alla presenza dell’oratorio, il modello educativo di Don Bosco continuerà ad ispirare l’operato dei cooperatori salesiani che, attraverso più generazioni, hanno saputo scrivere un pezzo importante e decisivo di storia cittadina. Si chiuderà un’epoca, certo: dall’opera dei piccoli apostoli di Don Zeno al padiglione Giovanni Caso, dal ruolo propulsivo avuto nella formazione di centinaia e centinaia di giovani alla presenza rassicurante della missione salesiana, dalla concretezza delle azioni alla giovialità delle innumerevoli edizioni dell’Estate ragazzi, i capitoli del grande libro scritto dal 1954 in poi sembrano infiniti. Se la città di Piedimonte Matese e tutti i comuni della zona riusciranno ad assicurare un futuro alle strutture, agli impianti, e alle medesime finalità educative ispirate al "metodo preventivo", sarà un bene per tutti. Soprattutto per le giovani generazioni che verranno, per le quali oggi la presenza di strutture socioricreative, culturali, educative, diventa spesso un miraggio.
La testimonianza di alcuni operatori salesiani tra speranze e attese per il futuro
"Resteremo in cortile con i ragazzi!"
I salesiani non chiuderanno. Alla notizia della richiesta di mutuo per l’acquisto delle strutture, ecco i commenti di coloro che hanno operato e operano nella famiglia salesiana piedimontese. Merito, infatti, dei salesiani cooperatori se nei saloni e nell’oratorio non si sono mai spente le voci di giovani e bambini. "Ci sentiamo più sicuri ora, possiamo continuare a svolgere la nostra missione in oratorio, stare con i ragazzi. Io stesso sono cresciuto giù ai Salesiani, lì giocavo e trascorrevo i pomeriggi; oggi sono il presidente della Polisportiva giovanile salesiana". A parlare è Francesco Siciliano, che con uno sguardo al passato, ricorda la fatica con cui è stato gestito l’oratorio negli ultimi anni. Aggiunge contento: "Possiamo continuare l’opera, e chissà, forse in qualche modo, oltre all’oratorio, saranno riutilizzati spazi e locali chiusi da anni". Vincenzo Filetti e Roberto Sperandio, coordinatore dei cooperatori il primo e tesoriere il secondo, dichiarano speranzosi: "Ci siamo impegnati in questi anni, affinché il carisma salesiano rimanesse a Piedimonte, la consapevolezza che gli spazi oratoriali restino gli spazi dei giovani di Piedimonte, ci dà fiducia, ma ora bisogna inaugurare una fase di impegno vero". Anche la voce di don Carmine Del Vecchio, il padre salesiano ancora presente all’Istituto, lascia trapelare speranza: "Quasi tutta la gioventù piedimontese è passata da qui, tra questi saloni, in questi campetti. Ancora oggi, la domenica la cappella si riempie! La cura dei ragazzi inizia nel cortile, nel gioco, ma questi luoghi hanno bisogno di una presenza religiosa, un punto di riferimento". Quest’anno i Salesiani festeggiano 150 anni dalla loro fondazione, occasione per ricordare le proprie origini e le mete alle quali sono chiamati i figli di don Bosco; in questo stesso anno potrebbe esserci la svolta dell’oratorio salesiano di Piedimonte. Coincidenza? Chissà, a volte l’inspiegabile viene dall’Alto…
|